Se un ragazzo adottato alla nascita desidera conoscere le proprie origini

Dichiarato illegittimo l’articolo 28 comma 7 della legge n. 184 del 1983 nella parte in cui non prevede la possibilità per il giudice su ricorso del figlio, di chiedere alla donna se abbia cambiato idea sul non volere essere nominata. Ma ove la madre ….image001

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Nel dettaglio:
non è tutt’oggi ammissibile la dichiarazione giudiziale di maternità nei confronti di una donna che al momento del parto ha dichiarato di non voler essere nominata, per non pregiudicare la disciplina che costituisce il fondamento del mancato riconoscimento: la salvaguardia della famiglia legittima, la riservatezza sui dati della madre biologica, lo spirito della legge che si base sul valore della vita
Anche le Alte Corti, la Corte Europea e la Corte Costituzionale, hanno in più pronunce confermato il fondamento costituzionale del diritto all’oblio della partoriente rilevando però il confliggente interesse del figlio a conoscere le proprie origini.

L’ostacolo alla ricerca delle proprie origini trova fondamento nell’art. 28 della legge n. 184/1983 (Diritto del minore ad una famiglia), che prevede come l’accesso a informazioni che riguardino l’origine e l’identità dei genitori biologici di soggetti adottati non sia consentito nei confronti della madre che abbia dichiarato alla nascita di non volere essere nominata.
La Corte Europera nel 2012, ha giudicato la legislazione italiana troppo orientata alla tutela della madre poiché non consente di bilanciare le diverse esigenze al fine di assicurare a tutti il pieno rispetto del diritto alla vita privata e familiare garantito dall’articolo 8 della Convenzione europea.
In seguito ad una eccezione di costituzionalità dell’articolo 28 comma 7 della legge n. 184 del 1983, la Corte, con la sentenza n. 278 del 2013, ha dichiarato illegittimo l’articolo nella parte in cui non prevede la possibilità per il giudice di interpellare, su richiesta del figlio, la madre che abbia dichiarato di non voler essere nominata ai fini di un’eventuale revoca di tale dichiarazione.
Ove però la madre confermi la richiesta di anonimato, anche per le due Corti il suo interesse dovrà prevalere a quello sull’interesse del figlio a conoscere le proprie origini e la propria identità biologica

Tribunale Milano, civile
Sentenza 14 ottobre 2015

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