CONCORSO nella pensione di reversibilità tra coniuge superstite ed ex coniuge con assegno divorzile.

Vinto un giudizio presso la Corte d’Appello di Roma (Sentenza n. 6041/2021 pubbl. il 17/09/2021 RG n. 53196/2019) CONCORSO nella pensione di reversibilità tra coniuge superstite ed ex coniuge con assegno divorzile.

  • Ritengo doveroso pubblicare una bella vittoria di questo studio che è riuscito a dare voce ad una donna, ad una moglie e mamma per l’essersi dedicata al suo amato marito sino alla fine e nei tanti anni della sua malattia.

Il tutto nasce da un Giudizio nel quale un ex coniuge, che beneficiava di assegno divorzile, ha chiesto riconoscersi l’80% della pensione di reversibilità in suo favore dell’ex deceduto, ritenendo che il criterio per la determinazione, fra lei e l’ultima moglie, fosse la durata dell’unione matrimoniale.

Questo studio, che rappresentava le difese della seconda moglie, ha contestato detta proporzione/richiesta ritenendo che dovesse anche valutarsi: la convivenza prematrimoniale, la miglior condizione economica della prima moglie, la circostanza che la seconda avesse assistito per undici anni il marito reso totalmente invalido, il suo avere anche abbandonato un lavoro pubblico, la presenza di una minore nata dal matrimonio.

In primo grado il Tribunale aveva riconosciuto a favore dell’ultimo coniuge la percentuale del 45% della pensione del coniuge defunto, incurante di come dal matrimonio fosse nata una figlia, ancora di minore età, ma soprattutto del fatto che la signora avesse accudito l’amato coniuge sino alla fine, rinunciando ad un lavoro e ad un suo reddito.

E’ stato proposto appello ritenendo che la sentenza di primo grado non avesse dato rilievo, accanto alla durata del matrimonio, a tutto quanto necessario e dovuto.

La Corte d’Appello ha accolto il ricorso di questo Studio rideterminando che la quota dovuta al coniuge superstite (la vedova) fosse non del 45% ma del 75%, mentre quella dell’ex coniuge, dal quale il defunto era divorziato da oltre 15 anni, del 25% (dal 55% riconosciuto in primo grado).  La Corte in motivazione ha precisato come si fosse “…. avuto riguardo all’impegno svolto dalla stessa (ultima moglie) durante il lungo periodo della malattia del coniuge con il correlato sacrificio delle aspettative lavorative per l’assistenza costantemente prestatagli.

Sono lieta per il riconoscimento al lavoro di questo Studio e per la giusta valorizzazione a chi si è sacrificato per il proprio caro.