Se la vacanza è un disastro, cosa fare?

Dopo un anno di lavoro, dopo avere sognato la vacanza acquistata, e se non fosse quella promessa? L’albergo non aveva le caratteristiche promesse, era distante dal mare, i servizi non erano rispettosi di quanto offerto, la pulizia era carente ecc..?

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Il diritto risarcitorio può’ oggi dirsi un dato acquisito anche sul piano legislativo e giurisprudenziale, sebbene non automatico.

E’ infatti stato oggetto di molteplici sentenze il principio che se il viaggio non si svolge secondo le previsioni contrattuali, sarà possibile pretendere il risarcimento del danno per i disagi e lo stress subiti in corso di viaggio: c.d. “danno da vacanza rovinata”, per il riconoscimento del quale devono però ricorrere alcuni presupposti.

La materia dei contratti relativi ai servizi turistici è attualmente disciplinata dal D.Lgs. 79/2011. In base alla normativa vigente, l’organizzatore del viaggio è tenuto all’esecuzione delle prestazioni che sono stato oggetto del contratto sottoscritto (art. 35 Cod. Tur.).

Le prestazioni oggetto del contratto, la vacanza, dovrà quindi essere conforme alla proposta contrattuale visionata dal consumatore (opuscolo informativo) ed in base alla quale ha effettuato la scelta (artt. 36-38 Cod. Tur.).

In linea generale, se uno dei servizi che contrattualmente il tour operator si era impegnato a dare manca in tutto o in parte, se viene eseguito con modalità diverse rispetto a quanto previsto nell’offerta e/o nel contratto, l’organizzatore sarà tenuto a risponderne. Ne risponderà anche se la responsabilità fosse da attribuirsi ad uno dei soggetti che fornisce i singoli servizi compresi nel pacchetto (art. 45 Cod. Tur.). Non rileverà infatti che la struttura alberghiera non era di proprietà dell’organizzatore (come in alcuni casi può verificarsi). Allo stesso il tour operator risponderà anche se la causa fosse ascrivibile alla compagnia aerea o a mezzi con i quali si è effettuata l’escursione, non di sua proprietà.

Per essere piu’ chiari, il tour operator è responsabile dei terzi prestatori dei servizi compresi nel programma di viaggio (art. 43 Cod. Tur.).

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Lo stesso anche se a causa di detto inadempimento si verifichino danni alla persona, vedi un sinistro stradale durante uno spostamento in loco previsto nel programma di viaggio (art. 44 Cod. Tur).

Quindi il consumatore turista ha un unico referente contrattuale, l’organizzatore che ha predisposto il pacchetto di viaggio da lui acquistato (direttamente o tramite un’agenzia di viaggi, che svolge il ruolo dell’intermediario nella vendita).

Sara poi a carico dell’organizzatore la rivalsa con chi ha prestato i servizi di cui è stato chiamato a rispondere a favore del consumatore turista.

INOLTRE se l’inadempimento o l’inesatta esecuzione della prestazione oggetto del contratto non fosse di scarsa importanza, il turista potrà anche chiedere un “risarcimento del danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso ed all’irripetibilità dell’occasione perduta” (così l’art. 47 Cod. Tur.).

Il reclamo deve essere presentato dal turista tempestivamente, anche in corso di viaggio, per permettere all’organizzatore o al suo rappresentante sul posto o all’accompagnatore di porvi rimedio (art. 49 Cod. Tur.).

Il reclamo può inoltre essere presentato, a mezzo raccomandata o altro mezzo idoneo a fornire la prova dell’avvenuto ricevimento, nel termine di 10 giorni dal rientro dal viaggio. Tale termine, secondo l’orientamento della Suprema Corte di Cassazione (cfr. Cass. 297/2011), non è però decadenziale al diritto di essere risarciti. Quindi la contestazione potrà essere successiva purché avvenga entro il termine prescrizionale di un anno dal rientro dal viaggio (per danni diversi a quelli alla persona) e di tre anni per danni alla persona. Se però l’inadempimento attiene al servizio di trasporto, il termine di prescrizione è di 18 mesi se relativo a danni alla persona e di 12, se di danni alle cose (art. 2951 c.c.).

Un aspetto interessante è poi quella dell’operatività delle coperture assicurative che l’organizzatore di viaggi stipula con le Compagnie: la polizza infortuni e la polizza di responsabilità civile. La polizza infortuni è un contratto a favore di un terzo, stipulato quindi tra il tour operator e la Compagnia di assicurazione ma con beneficiario “diretto” il turista che lamenta di avere subito un sinistro in corso di viaggio.

Il turista, messo al corrente dal Tour operator della Compagnia di Ass.ni ed del numero di polizza ha la facoltà di attivarsi direttamente nei confronti della Compagnia di assicurazione per essere indennizzato dell’infortunio subito.

Di norma, la polizza infortuni copre ogni evento lesivo occorso al turista durante il viaggio produttivo di un danno di natura fisica. Cosa diversa però se il pregiudizio fosse ascrivibile all’inadempimento dell’organizzatore. Per essere più’ chiari, se mi farò male in vacanza potrò vedermi indennizzato direttamente dalla compagnia ma la situazione è diversa se trattasi di conseguenze dell’inadempimento del tour operator.

In questo caso sarà onere del tour operator comunicare alla Compagnia la richiesta risarcitoria avanzata nei suoi confronti dal cliente, per essere tenuto indenne in base alle previsioni contrattuali della polizza dalle conseguenze derivanti dall’inadempimento contestato. Solo l’organizzatore contraente è quindi legittimato ad agire nei confronti della Compagnia.

Laddove poi il turista, ritenendo l’inadempimento dell’organizzatore non di lieve entità, voglia avanzare, oltre al ristoro di cui al prezzo corrisposto, anche una richiesta risarcitoria per danno da vacanza rovinata, dovrà promuovere un giudizio civile nei confronti dell’organizzatore, se quest’ultimo dovesse contestare la propria responsabilità.

Le cause che riguardano i contratti di viaggio non rientrano poi tra quelle per le quali è prevista la mediazione obbligatoria come condizione di procedibilità della domanda giudiziale (D.L. 69/2013, convertito in legge n. 98/2013).

PER I DANNI RISARCITI

L’organizzatore è quindi chiamato a rispondere dei danni alla persona e/o dei danni diversi da quelli alla persona, derivanti dal mancato o inesatto adempimento agli obblighi assunti in base al contratto di viaggio, anche quando si avvale di altri prestatori di servizi. Per la quantificazione del danno si considerano i seguenti elementi:

– per un inadempimento di scarsa importanza (disservizio) si tiene conto del valore della prestazione mancata in tutto o in parte, valutando il corrispettivo pagato dal consumatore per usufruire dei servizi compresi nel contratto di viaggio nonché l’eventuale servizio sostitutivo prestato dall’organizzatore in luogo di quello mancato in tutto o in parte;

– per i danni patrimoniali lamentati, conseguenza dell’inadempimento, il turista ha anche il diritto al rimborso integrale di tutte le spese sostenute e di cui abbia il riscontro (es. acquisti fatti per perdita del bagaglio necessari per la prosecuzione del viaggio; spese di vitto e alloggio non preventivate; biglietti aerei e/o di altri mezzi di trasporto per spostamenti in loco ecc.);

– quanto ai soli danni fisici, questi possono essere risarciti sulla base della polizza infortuni anche se non conseguenza di inadempimento del tour operator; per la liquidazione si tiene conto della tabella unica del risarcimento del danno biologico (tabella unica nazionale).

– per la determinazione del danno da vacanza rovinata, danno non patrimoniale di non agevole quantificazione, si tiene conto invece, in linea generale, il pregiudizio da calcolarsi in base al tempo di vacanza inutilmente trascorso ed all’irripetibilità dell’occasione perduta”. Per es. se l’inadempimento avesse impedito la partenza il giudice potrà valutare equo commisurare il danno da vacanza rovinata al corrispettivo pagato per acquistare il pacchetto turistico, ovvero del possibile valore del servizio che è mancato. Si terrà poi conto anche del motivo del viaggio, vedi una particolare occasione senz’altro irripetibile (es. viaggio di nozze). Nel caso in cui, però, l’inadempimento avesse prodotto un danno alla persona, non potrà prescindersi dalle sofferenze psicofisiche subite dal consumatore turista. In tal caso, si farà ricorso alle tabella unica per la determinazione del risarcimento del danno biologico.

Senza falsa ironia. BUONE VACANZE

http://www.studiolegalesalluzzo.it

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