Addebito per shopping

Una sentenza (versione pdf) che rappresenta una mia piccola vittoria.

Perchè una sentenza di addebito per troppo shopping fa tanto discutere (vedi qui, qui e qui)?

Forse perchè è la dimostrazione che qualcosa sta cambiando, che comincia a scardinarsi il principio per cui la donna debba necessariamente essere tutelata in quanto, culturalmente parlando, è parte debole. Finalmente anche le aule dei Tribunali guardano i coniugi come uguali, valutando realmente ed obiettivamente alle cause che hanno cagionato la fine del matrimonio, nella maggior parte dei casi oggi dovuta all’incapacità odierna di credere e combattere a causa di un consumismo che logora e caratterizza anche le nostre storie.

Io sono stata il legale del Lui in questo procedimento, ho ascoltato il mio cliente, studiato i documenti che mi aveva consegnato, capito come non avesse torto nel ritenere come causa della fine della sua unione fosse la “poca disponibilità” della Lei a condividere realmente un’unione matrimoniale, cercato di dare voce alle sue richieste e a quello che negli anni era stata la sua inascoltata richiesta di aiuto.

La signora è stata ritenuta responsabile per non avere collaborato con le proprie risorse economiche alle necessità tutte di una famiglia, al punto da costringere il marito a sobbarcarsi da solo ogni spesa del menage e della cura dei figli. Il tutto ha trovato riscontro nelle risultanze degli estratti conto del conto corrente intestato alla signora dal quale sono emerse solo spese di profumeria, abbigliamento e comunque legate a esigenze femminili e nulla per la necessità della famiglia e dei figli. Il tutto ha comportato l’addebito della separazione e la rifusione delle spese legali.

Conseguenze dell’addebito, oltre al profilo morale della condanna e quello economico relativo alle spese di giudizio sono: “Il coniuge a cui viene addebitata la separazione perde ogni diritto al mantenimento e gli vengono attenuati i diritti successori. In capo al coniuge cui è stata eventualmente addebitata la separazione, può essere solo riconosciuto il diritto agli alimenti, che muove da presupposti giuridici diversi rispetto all’assegno di mantenimento. In tema di eredità, il coniuge cui è stata addebitata la separazione ha diritto solo a un assegno vitalizio se quando viene aperto il testamento godeva degli alimenti a carico del coniuge deceduto ma perderà i diritti successori.”

Mi fa sorridere come io, senza volere, sia diventata negli anni un avvocato che assiste principalmente gli uomini, forse perchè mi piacciono le battaglie, perchè sono combattiva e sono poi una fervida sostenitrice della bigenitorialità. Ogni bambino per crescere serenamente ha bisogno di un padre e di una madre; da avvocato, da mamma, da donna credo che solo un rapporto equilibrato, una compresenza di entrambi i genitori permetta ad un bambino di crescere sereno. Nel mio piccolo, nei miei 13 anni di esercizio ho incontrato tanti bambini, visto la loro sofferenza, combattuto, a volte anche contro i miei stessi assistiti, perchè i bambini non fossero frutto di contrattazione, frutto di ricatto ma potessero avere diritto a crescere nell’amore. Ho visto approvare la legge sull’affido condiviso quando già esercitavo da qualche anno, non nascondo di avere inizialmente pensato trattarsi di un “contentino” a chi si era battuto, agli uomini che avevano lottato per esserci nella vita dei loro figli ma, a distanza di anni, ritengo sia stata una bella legge, che ha permesso di scardinare quelli che erano i luoghi comuni dentro i Tribunali, i figli visti un po’ troppo come “proprietà” delle mamme. A mio dire un affido condiviso attenua la conflittualità tra i coniugi, fa sentire entrambi parte del progetto genitori, del diritto e dovere alla bigenitorialità.

Oggi mi sono un po’ troppo dilungata ma ho voluto retrodatare quello che a mio dire è stata la madre, il primo atto di coraggio o meglio di voce ai padri, quello che a distanza di anni ritengo uno dei primi anelli della mia odierna vittoria professionale.

La sentenza completa è disponibile in pdf.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...