Un grande divario economico tra gli ex coniugi, non sempre è sufficiente per il riconoscimento dell’assegno divorzile


Il Giudice, per stabilire se si ha diritto all’assegno divorzile, deve verificare, principalmente, se vi è un grosso divario nella situazione economica dei coniugi; potrà avvalersi di indagini/ poteri istruttori d’ufficio.
In assenza di squilibrio, non c’è diritto a percepire l’assegno.

 

Andranno poi valutati altri parametri (art. 5, comma sesto, l. div), con particolare riguardo alla durata del matrimonio.
La funzione anche assistenziale dell’assegno porta a riconoscerne il diritto quando chi lo richiede non abbia mezzi adeguati per vivere e non sia in grado di procurarseli. In questo caso la quantificazione sarà sostanzialmente “alimentare”, assumendo una sola funzione di solidarietà.
La corresponsione di un assegno deve poi essere uno strumento

 

 che permetta al coniuge meno abbiente, una vita dignitosa sino all’instaurarsi di una nuova situazione lavorativa.
Nel caso in esame, è stato negato il diritto all’assegno poiché “…deve ritenersi che la ……. possa reinserirsi nel mercato del lavoro ed è ravvisabile una sua inerzia colpevole nel reperire un’occupazione, considerato anche l’assunzione volontaria del rischio da parte sua di trasferirsi in Italia, nonostante l’asserita assenza di legami” . Nonostante lo squilibrio si è negato l’assegno, la sig.ra non si era attivata, nonostante la laurea, a trovare un lavoro.
Tribunale Treviso, 08 Gennaio 2019

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