Separazione=Diritto alla bigenitorialità=E I figli?

Corte App. Catania, sez. Famiglia, decreto 15 febbraio 2016 (Pres. Motta, rel. Russo)

Si parla dei bambini con la valigia, quelli che dopo la separazione si alternano tra la casa familare e quella del genitore con il quale hanno la minore stanzialità.

Un Tribunale siciliano aveva previsto che la bambina una volta a mese raggiungesse il papà a 1400 km di distanza.

La Corte d’Appello di Catania nell’interesse della bambina ha però ritenuto di dovere ridurre questi viaggi mensili, mantenendo per il resto inalterato quanto previsto e a garanzia della bigenitorialità.kind-vliegveld-koffer-1024x683

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Il papà di una minore ha proposto un giudizio volto a modificare le condizioni di affidamento della figlia, ritenendo che quanto precedentemente disposto non garantisse la bigenitorialità.

Il Tribunale di Ragusa ha emesso un provvedimento prevedendo l’affido ad entrambi i genitori, confermando il collocamento presso la madre, e risidendo il padre in altra regione, e avendo lo stesso lamentato ostacoli frapposti dalla madre nel suo rapporto con il figlio, è stato previsto che lo steso stesso si recasse nel luogo di residenza derlla bimba trascorrendo con lei il primo week end di ogni mese, dal giovedì all’uscita da scuola (o dalle ore 9,00) fino alle ore 20,00 del lunedì. Il Tribunale ha altresì disposto che ogni mese, il terzo week end, la bambina a spese della mamma si recasse presso il padre, dal giovedì fino alla domenica, con facoltà della signora di accompagnarla personalmente, tramite I nonni o farla viaggiare da sola nei limiti stabiliti dalle regole delle compagnie di volo.

Per le vacanze di Natale: alternativativamente con il padre o con la madre dall’inizio delle vacanze fino al giorno 26 dicembre e dal girno 26 dicembre fino alla fine delle vacanze; ad anni alterni per le vacanze di Pasqua; una settimana nel mese di giugno con il padre a Genova dopo la fine della scuola; nel mese di luglio la bambina con la madre interrompendo le visite paterne dei fine settimana, nel mese di agosto la bambina con il papà per 28 giorni consecutivi. E’ stato disposto un monitoraggio a cura dei servizi sociali e le spese del giudizio di primo grado sono state compensate.

Avverso detto provvedimento ha proposto reclamo la mamma osservando che il Tribunale era andato oltre le richieste e che detto assetto era eccessivamente gravoso per la bambina, in particolare la partenza ogni mese anziché a mesi alterni ed inoltre, che i continui viaggi a Genova erano un impegno economico eccessivamente gravoso per la stessa, dovendo pagare I biglietti per se e la piccola, rilevando poi che il trasferimento a Genova della bambina non avrebbe dovuto essere previsto almeno nei mesi di dicembre, in considerazione della partenza per le vacanze natalizie, nel mese in cui la Pasqua stesse con il padre, nel mese di giugno poichè previsti sette giorni. La signora faceva poi rilevare come la suddivisione delle vacanze non era equilibrato, che per il fine settimana a Genova la partenza non dovesse essere Giovedì, per non pregiudicare la scuola, che nel mese di giugno non dovessero essere previsti i sette giorni poichè la bimba nella prima settimana di luglio è solita tenere un saggio di danza e che dovesse essere prevista un’alternanza dei mesi estivi di vacanza (luglio/agosto).

La signora ha chiesto una riduzione del diritto di visita e una diversa ripartizione degli oneri economici del viaggio.

Il papà ha chiesto confermarsi quanto stabilito dal Tribunale di Ragusa, proponendo in alternativa uno schema di visite di solo sei fine settimana a Genova (a mesi alterni), concordando sul fatto che la bambina non partisse nella giornata di giovedì ma di venerdì, non essendovi scuola nella giornata di sabato.

In merito alla contestazione che il Tribunale fosse “andato oltre” le domande del padre è stata dalla Corte ritenuta una censura infondata poichè “è regola da tempo consolidata, ed attuativa degli obblighi internazionali assunti con la ratifica della Convenzione di N.Y. del 20 novembre 1989, che i provvedimenti relativi ai minori si adottino nel loro esclusivo e preminente interesse materiale e morale e quindi anche d’ufficio, se necessario prescindendo o andando contro le domande delle parti (ex multis: Cass. 11412/2014; Cass. 14840/06; Cass. 5108/2012).”

Nella specie è stato ritenuto “prevalente l’interesse della minore a che la relazione con il padre si svolga con continuità, attuando il diritto della bambina a mantenere un rapporto equilibrato con entrambi i genitori pur se essi non vivono più insieme e pur se hanno stabilito le loro abitazioni in due città distanti. Pertanto, nel regolare il diritto di visita, si deve dare preminenza alla attuazione del diritto alla relazione familiare, nella misura in cui questo non pregiudichi altri diritti fondamentali della bambina, quali il diritto alla istruzione, alla salute, alla stabilità dellambiente domestico.”

E’ stata ritenuta pretestuosa o comunque irrilevante la richiesta che la bambina non vedesse il padre nel mese di giugno, periodo non scolastico, solo perché la bambina dovrebbe allenarsi per il saggio di danza, dal momento che il viaggio è agevolmente organizzabile in modo che non interferisca con gli allenamenti; irrilevante la questione della suddivisione non paritaria del periodo natalizio poiché previsto ad anni alterni tra i genitori

LA CORTE ha poi rilevato come ove dette censure ci fossero in sede di attuazione del provvedimento, si dovrebbe valutare la sussistenza dei presupposti per applicare anche la seconda parte del comma II dell’art. 709 ter c.p.c. e le relative sanzioni.

LA CORTE HA INVECE RITENUTO DEGNO DI CONSIDERAZIONE e certamente all’interesse della minore il rilievo che una bambina non può sostenere a lungo lo stress di partire ogni mese dalla sua casa in Sicilia per recarsi a Genova, specie nel periodo scolastico quando alla stanchezza del viaggio si sommerebbe quella di dovere tornare a scuola il lunedì.

Considerato poi che in alcuni mesi dell’anno (giugno, dicembre, agosto) la bambina è stato previsto trascorrere dei congrui periodi di tempo in Genova, è apparso più adeguato all’interesse della minore, anche per contenere le assenze scolastiche in limiti accettabili, limitare i viaggi a Genova della minore nel terzo week- end dei mesi di ottobre, febbraio ed aprile dal venerdì alla domenica sera

E’ rimasto confermato il diritto di visita del padre presso il luogo di residenza della bambina nei termini previsti dal Tribunale.

Sono state poi confermate le spese di viaggio a Genova a carico della signora anche vista la riduzione dei viaggi della bambina:

LA CORTE QUINDI HA COSI’ DISPOSTO:

A parziale modifica del decreto impugnato la minore si recherà “a Genova per trascorrere con il padre tre giorni consecutivi nel terzo week end dei mesi di ottobre, febbraio ed aprile, dal vener alla domenica sera, accompagnata dalla madre o dai nonni ovvero affidata al personale di volo della compagnia area, con spese interamente a carico della madre; in particolare nel mese di aprile il viaggio si terrà in concomitanza con la festività del 25 aprile o di quella del primo maggio a seconda della vicinanza, di anno in anno, di queste feste con le giornate del sabato e della domenica o di eventuali vacanze scolastiche.” Confermato il resto e compensate le spese di lite.

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