Affido condiviso: SI AL PERNOTTO CON PAPA’ prima dei due anni .

Effettuando una ricerca, mi è saltata agli occhi una sentenza della Corte d’Appello di Catania di qualche anno fa, che ha dato ragione ad un papà ed al suo desiderio di potere trascorrere più tempo con la sua bambina di due anni.

La Corte nella sua pronuncia “E’ indimostrato che la bambina ….. che ha compiuto due anni il 6 settembre u.s. Riceva un pregiudizio, in concreto, dal pernottare ogni tanto presso il padre””

lollo e gio

Riporto uno stralcio della stralcio della sentenza :. “In regime di affidamento condiviso, la scelta in ordine ai tempi di permanenza dei figli presso l’uno e l’altro genitore è rimessa in primo luogo agli accordi tra i genitori, e solo in difetto di accordo al regolamento giudiziale, che ha natura di sussidiaria e si limita a fissare la “cornice minima” dei tempi di permanenza

. Tuttavia la cornice minima data dal giudice deve essere pienamente adeguata alle esigenze delle famiglia e all’interesse dei minori, poiché deve potersi consentire ai figli di trascorrere con il genitore non collocatario dei tempi adeguati e segnatamente dei fine settimana interi, e tempi infrasettimanali, garantendo una certa continuità di vita in questi periodi, nei limiti in cui ciò non interferisca con una normale organizzazione di vita domestica e consenta la conservazione dell’habitat principale dei minori presso il genitore domiciliatario. Vi è invero una sensibile differenza tra regolare i tempi di permanenza e limitarli significativamente: e per adottare limitazioni al diritto e dovere dei genitori di intrattenere con i figli un rapporto continuativo, è necessario dimostrare che da ciò può derivare pregiudizio al minore. Il preminente interesse del minore,infatti, cui deve essere conformato il provvedimento del giudice, può considerarsi composto essenzialmente da due elementi: mantenere i legami con la famiglia, a meno che non sia dimostrato che tali legami siano particolarmente inadatti, e potersi sviluppare in un ambiente sano 

E’ indimostrato che la bambina più piccola, che ha compiuto due anni il 6 settembre u.s. Riceva un pregiudizio, in concreto, dal pernottare ogni tanto presso il padre, mentre viceversa, non condividere mai le abitudini della vita quotidiana rende la relazione tra due persone diversa da quella familiare, che, sul piano materiale, è appunto connotata dal vivere insieme dei momenti (mangiare, dormire) che non si condividono con estranei. Resta ferma la considerazione che l’affidamento condiviso implica la conservazione dell’esercizio pieno delle responsabilità genitoriali, il che significa non solo esercitare dei poteri (quale quello ad esempio di stabilire il luogo di residenza abituale del minore) ma anche adempiere dei doveri e tra questi quello interpretare responsabilmente eventuali segnali di disagio dei figli e quindi, per esempio, ricondurli dalla madre se durante i week end presso il padre non riescono ad addormentarsi senza la presenza della mamma, o viceversa, chiamare il padre se durante i periodi di permanenza presso la madre i bambini manifestano il desiderio di vederlo.”

Corte App. Catania, Sez. Famiglia e Persona, decreto 16 ottobre 2013

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