Veterinario condannato per la morte del paziente a quattro zampe

agnecarlo

Finalmente una sentenza che rende giustizia al valore che gli animali hanno nella nostra società. Il cane oggi è per noi un compagno, un’amico, un vero e proprio membro stabile della famiglia.

Un veterinario è stato condannato per un errore medico poiché aveva sottoposto erroneamente un cane alla terapia adottata per la puntura di un calabrone mentre in realtà era stato morso da una vipera.

In sede di primo grado, innanzi al giudice di pace, il veterinario era stato assolto, mentre in secondo grado è stato condannato al risarcimento del danno per un importo pari ad € 2.000,00.

Detta condanna è stata contestata dal medico dinanza la Suprema Corte ritenendola errata poiché, a suo dire, non era stato provato il nesso causale e per un’errata quantificazione del danno (morte del cane).

In giudice di secondo grado aveva ravvisato “l’effettiva responsabilità del veterinario -la cui negligenza era consistita, sulla scorta delle risultanze istruttorie……..nell’aver erroneamente diagnosticato una puntura di calabrone anzichè un morso di vipera, e nell’aver conseguentemente trascurato di adottare tutte le cautele che si imponevano per tentare di salvare l’animale da questo ben più grave evento …………”

La Corte ha rigettato il ricorso proposto dal medico, ritenendo corretta la pronuncia di secondo grado non essendoci nella stessa traccia evidente del mancato (o insufficiente) esame dei punti decisivi della controversia ……. ovvero quando esista insanabile contrasto tra le argomentazioni complessivamente adottate, tale da non consentire l’identificazione del procedimento logico – giuridico posto a base della decisione (ex multis, Cass. n. 8718 del 27/04/2005).”.

La Cassazione ha condannato il medico anche al pagamento delle spese legali.

Una vittoria che, a mio parere, risarcisce solo in parte quello che è il danno reale che si ha a seguito della morte dei nostri amici; è comunque un punto di partenza importante che potrà essere seguito da future pronunce che potrebbero anche prevedere al mero danno patrimoniale quello esistenziale.

Cassazione 16769/2014

http://www.studiolegalesalluzzo.it

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