Quali sono le spese straordinarie e quali le ordinarie?

La richiesta piu’ frequente che ricevo da coniugi di coppie separate è quella se la spesa effettuata o da effettuarsi debba ritenersi ordinaria o straordinaria.

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Ulteriore oggetto di interesse è voler capire se sia giusto pretendere il rimborso di una spesa straordinaria effettuata senza nessun accordo.
Io mi sento sempre di consigliare di tentare, per quanto possibile, di raggiungere un accordo, le discussioni e i conflitti non sono indolori per i figli, già tanto provati dalla separazione dei genitori.
Ma se non fosse possibile?
Ecco un piccolo riassunto, sperando possa essere utile e comunicando trattarsi pur sempre di orientamenti giurisprudenziali, in assenza di una norma di legge o di altra regolamentazione.
Per straordinarie si indicano le spese che non rientrano nella normalità della vita dei figli, ma sono conseguenza di situazioni eccezionali e imprevedibili (tribunale per i minorenni di Bari, decreto 6 ottobre 2010), con particolare riferimento alla loro salute (Cassazione, sentenza 7672/99).
La Cassazione ha quindi  affermato che la domanda di riconoscimento delle spese straordinarie trae la sua ragione da esigenze saltuarie dei minori, mentre la richiesta di mantenimento da esigenze continuative degli stessi (sentenza 6201/09).
Generalmente nelle separazioni giudiziarie il giudice pone a carico del genitore non affidatario le sole spese mediche e di istruzione straordinarie  (rimanendo così escluse quelle per sport, vacanze, mezzi di locomozione ecc.).
Di queste spese saranno però da ritenersi straordinarie solo quelle volte a coprire  esigenze saltuarie e imprevedibili dei figli, cioè che non rientrano nella loro consuetudine di vita e non sono quantificabili a priori dal giudice: per esempio, sono straordinarie le spese per un accertamento diagnostico, per un intervento chirurgico, per un ciclo di sedute di fisioterapia a seguito di un incidente stradale, per gli occhiali da vista, o le spese per  lezioni private rese  necessarie dal cattivo rendimento del figlio.
Di conseguenza, nell’importo dell’assegno mensile di mantenimento devono ritenersi ordinarie e rientranti nell’assegno di mantenimento, le spese che riguardano esigenze attuali e prevedibili dei figli, anche se considerate nell’arco di un anno; la giurisprudenza tende a farvi rientrare  le spese relative alla frequenza scolastica (acquisto dei libri di testo, del materiale di cancelleria, delle tasse scolastiche, dei quaderni, dell’abbigliamento per fare sport a scuola e della quota di iscrizione alle gite scolastiche).
Vediamo come anche la formazione universitaria sia ritenuta spesa ordinaria, normale e durevole nel tempo ed implicante, eventualmente, una richiesta di modifica in aumento dell’assegno mensile.
Per la natura delle spese per l’acquisto dei libri vi è  però un opposto orientamento. Si ritiene infatti che le spese per l’acquisto dei testi scolastici devono rientrare nelle spese straordinarie
To quanto sopra si ha ove, in sede di separazione, tra le parti non fosse stato fatta un’elencazione delle spese da ritenersi quali straordinarie.
Vediamo normalmente considerate SPESE ORDINARIE COMPRESE NELL’ASSEGNO:
i costi per la manutenzione ordinaria e per il pagamento delle utenze domestiche
l’acquisto dei capi di abbigliamento
i costi per l’acquisto dei medicinali da banco e per le visite pediatriche,  per le ordinarie esigenze
i costi relativi alla frequenza  scolastica (acquisto del materiale di cancelleria, dei libri di testo, pagamento delle tasse scolastiche o universitarie,  la refezione scolastica)
le rette  per praticare uno sport
le spese di trasporto
i costi dei  viaggi, estivi o invernali, insieme al genitore convivente.
Bisogna, poi  ricordare che la spesa straordinaria, affinché possa essere rimborsata, deve essere concordata da entrambi i genitori; se  non è una spesa sanitaria urgente.
A tal proposito la Cassazione ha negato il rimborso per le spese della scuola privata  decise solo dal solo coniuge presso cui viveva  il figlio, senza il parere dell’altro genitore. Quest’ultimo non è stato tenuto a contribuire alla spesa per la retta: ciò perché l’indirizzo scolastico deve essere deciso di comune accordo da entrambi i genitori.
Ultima precisazione, il costo della mensa della scuola è da ritenersi spesa ordinaria, non possiedendo “alcuna connotazione straordinaria, essendo solo una modalità sostitutiva della voce “vitto” domestico già compresa in qualsiasi assegno mensile”.

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